I miei libri preferiti del 2019

Anche quest’anno eccovi il post dettagliato con le migliori letture del 2019, che comprende romanzi, graphic novel, saggi di settore e memoir.

Ho letto molto in questi dodici mesi e sono piuttosto soddisfatta delle scelte effettuate e degli invii ricevuti dalle case editrici. È stato un anno altrettanto gratificante anche dal punto di vista degli ascolti: grazie a Storytel ho recuperato titoli che non possedevo in cartaceo e soprattutto ho avuto modo di seguire numerosi podcast, tra i quali meritano una menzione speciale Milano, Europa, Lingua, The Big Seven, Da Costa a Costa e Il caso non è chiuso.

Ma torniamo ai libri.

Di seguito, in ordine di apparizione sulla foto di copertina (dal basso verso l’alto), trovate una breve recensione dei miei titoli preferiti del 2019.
Ho indicato con un * le copie ricevute in omaggio grazie alla collaborazione con le case editrici.

 

1. Pigiama, computer, biscotti – Alberto Madrigal, Bao Publishing (2019)

Liberi professionisti, piccoli imprenditori, artisti e inventori del proprio lavoro: questo libro è per voi.
Una descrizione limpida e raffinata di un vero e proprio doppio legame clinico, un paradosso da cui sembra impossibile uscire.

Da un lato la famiglia, la genitorialità e il desiderio di stabilità; dall’altro il vincolo di dover rinunciare a sogni e attività instabili per sentirsi “adulti abbastanza”. L’autore non fornisce soluzioni, ma amplia la visione, offre nuove prospettive e accompagna il lettore in un percorso che ricorda molto il processo terapeutico.
Il contesto urbano non è solo sfondo: ogni città ha regole proprie che vanno comprese per potersi sentire adeguati

2. Le correzioni – Jonathan Franzen, Einaudi (2002)

Il grande romanzo americano raccontato attraverso le relazioni familiari.
Franzen è cinico, diretto, capace di restituire personaggi complessi e profondamente umani. La famiglia Lambert è un genogramma da esplorare fino in fondo, una pietra miliare della letteratura contemporanea.

3. Il colibrì – Sandro Veronesi, La nave di Teseo (2019)

L’ultima lettura dell’anno, ma senza dubbio una delle più intense.
Attraverso un continuo movimento avanti e indietro nel tempo, Veronesi accompagna il lettore dentro un destino faticoso, arrabbiato, eppure capace di lasciare spazio a uno sguardo emotivo e autentico.
Non esistono soluzioni definitive, ma è possibile affidarsi alle emozioni e interrompere circuiti patologici di sopravvivenza.

4. Gli scomparsi di Chiardiluna* – Christelle Dabos, Edizioni e/o (2019)

Ho scelto di inserire il secondo volume della saga dell’Attraversaspecchi perché rappresenta al meglio la crescita della protagonista.
Ofelia è un’eroina imperfetta, bizzarra, che invita a superare la pietas e gli affetti sdolcinati per concentrarsi sul funzionamento del mondo e dell’altro.
Un romanzo che offre moltissimo anche dal punto di vista della lettura psicologica dei personaggi.

5. Dolcissima abitudine* – Alberto Schiavone, Guanda (2019)

Mai sottovalutare le risorse di chi vive ai margini.
Rosa è una protagonista potente, resiliente, capace di sopravvivere grazie a un mandato generazionale e a una tenacia inaspettata.
La vita, spesso, costruisce narrazioni più incredibili della finzione: questo romanzo ne è una prova.

6. Il mio anno di riposo e oblio* – Ottessa Moshfegh, Feltrinelli (2019)

Ci sono libri che disturbano, agitano, sfidano. Questo è uno di quelli.
Una giovane donna decide di sprofondare nell’oblio per controllare il dolore e il vuoto affettivo.
Farmaci, dipendenza, isolamento e una città come New York fanno da cornice a una narrazione estrema.

Non cercate una storia lineare né un senso rassicurante: ascoltate il dolore.
Per me, il miglior libro del 2019.

7. Medicina narrativa – Rita Charon, Raffaello Cortina (2019)

Un testo fondamentale per chi si occupa di cura.
Raccontare ed essere raccontati non è un dettaglio: le parole costruiscono l’identità del paziente e il senso dell’esperienza clinica.
Una proposta chiara, accessibile e profondamente umana.

8. Il principe e la sarta* – Jen Wang, Bao Publishing (2019)

Un graphic novel delicato e potente che parla di identità, amore e diritti.
Attraverso la struttura della fiaba, l’autrice racconta il percorso di un giovane principe alle prese con le aspettative sociali e familiari, offrendo una rappresentazione fluida e rispettosa dell’universo LGBT.

9. Kentuky* – Samantha Schweblin, Sur (2019)

Un romanzo disturbante e distopico sul controllo, sull’iperconnessione e sul bisogno di potere nelle relazioni.
Osservare o essere osservati, decidere o lasciarsi decidere: il confine è sottile e inquietante.

10. Canta, spirito, canta* – Jesmyn Ward, NN (2019)

Un libro lirico e struggente, ambientato nel Mississippi contemporaneo.
Povertà, razzismo, legami familiari fragili e una dimensione ancestrale che attraversa la narrazione.
Una lettura che continua a risuonare anche dopo aver chiuso il libro.

11. I fantasmi di Darwin* – Ariel Dorfman, Clichy (2019)

Un romanzo che interroga identità, appartenenza e superiorità morale.
La storia di un adolescente che si ritrova improvvisamente “altro” è un potente invito al rifiuto del populismo e alla compassione.

12. Il giusto peso – Kiese Laymon, Black Coffee (2019)

Un memoir duro e necessario.
Dipendenza dal cibo, violenza, dismorfofobia e razzismo si intrecciano in una narrazione