Libri da regalare a Natale 2025

Non è un segreto per nessuno se vi dico che un libro è sempre la scelta migliore quando si tratta di fare un regalo, anche se l’altro lo conosciamo poco, anche se non è un lettore forte e nemmeno sappiamo che gusti letterari abbia davvero.

Entrare in una libreria e chiedere consiglio ai librai è il primo passo per orientarsi, ma io sono convinta che partire dai propri gusti sia sempre una buona idea.

Non so voi, ma io non regalerei mai un libro che non mi è piaciuto o che ritengo poco avvincente o poco meritevole di tempo prezioso.

Ho cercato di individuare, tra le mie letture recenti, qualche titolo da suggerire a dei lettori appassionati e ai loro babbi Natale, così che possiate fare un figurone, ma anche godere della bellezza di regalare storie, cultura e possibili rispecchiamenti di sé.

Di questo abbiamo bisogno, soprattutto a Natale. 

Cartella clinica Serena Vitale

 

1. CARTELLA CLINICA di Serena Vitale, ed. Sellerio 2025

E’ la cronaca di una malattia, della discesa negli abissi della sorella della scrittrice, ricoverata in un ospedale psichiatrico di Roma con diagnosi di schizofrenia poi trovata morta nello stesso letto nel quale avrebbe dovuto conoscere cure e riposo. In un’alternanza di ricordi familiari e di svelamenti, di puntini che non si uniscono e di una documentazione clinica che riporta contraddizioni e negligenze, l’autrice ci accompagna nel suo percorso di conoscenza e di catarsi, di onore della memoria della sorella e di biasimo della qualità del legame nel suo nucleo familiare.

Una storia di relazioni che sta nel passato, ma che ha una potenza nel qui e ora tale da smuovere il senso di giustizia su cui tutti vorremmo contare quando i malati siamo noi o le persone che amiamo.

Suggerito per: le varie ed eventuali persone di vostra conoscenza che si occupano di cura e di salute; l’amico/a interessato/a alla storia del mondo della psichiatria nel corso del Novecento; la cugina o il cugino alla ricerca delle risposte sulle storie familiari (proprie o altrui).

Charles Dickens Grandi Speranze Recensione

2. GRANDI SPERANZE di Charles Dickens, ed. Feltrinelli, 2024

Un romanzo di Dickens durante le feste è un po’ come la fetta di panettone che tutti prima o poi addentiamo. Sembra sempre uguale a sé stesso, forse lo è, ma ogni volta regala un’emozione e una gratificazione così marcate da far passare in secondo piano la voce narrante simile a un vecchio trombone giudicante e i topos ripetitivi delle sue trame.

Ho avuto la fortuna di leggere Dickens in inglese durante il liceo, anche se ricordo poco delle trame. Quella di questi anni è quindi una mia riscoperta del grande scrittore, con uno sguardo molto più in pace rispetto alla comprensione di tutti i dettagli del contesto e dell’intersecarsi della vita dell’autore con quella dei personaggi.

Anche nel caso di Grandi Speranze troviamo un giovane orfano alle prese con quei farabutti degli adulti che lo dovrebbero crescere proteggendolo e a contatto con esperienze di vita e incontri che andrebbero riservate a giovani un po’ più grandicelli del nostro piccolo Pip.

Nel dipanarsi della storia di vita del protagonista, tra evasioni carcerarie, benefattori sconosciuti, avvocati burberi e cognati dal cuore grande, le grandi speranze di Pip altro non sono che la normalizzazione del sogno di un futuro migliore, di un destino che non sia ostile e di un avvicinarsi all’amore senza quel dolore nel petto.

Il ritmo è serrato, il linguaggio fin troppo attuale e Londra sempre sporca e pullulante di perdigiorno ed eccentrici loschifiguri.

Suggerito per: tutti i conoscenti che non sanno più cosa inventarsi per essere contemporanei, alla moda e sul pezzo; l’amica che vivrebbe di galateo, pizzi e merletti; il giovane universitario che ha fatto pace con i libri assegnati durante il liceo e vuole godersene i frutti.

American Tabloid di James Ellroy recensione

3. AMERICAN TABLOID di James Ellroy, ed. Einaudi, 2022

Il mio primo Ellroy è stato quel capolavoro di L.A. Confidential, letto due estati fa in un capanno in una riserva naturale del nord della Sardegna, credo il luogo più lontano al mondo dal mood della narrazione dell’autore americano. Eppure me ne sono innamorata, trovando nella sua scrittura sincopata una nuova chiave di accesso al torbido e illecito delle personalità dei suoi protagonisti. In American Tabloid si viaggia in un tempo che va dal 1958 alla mattina del 22/11/1963, giorno dell’assassinio di JFK e spartiacque della storia americana e della simbologia legata al potere e alle falle della democrazia. Una triade di protagonisti – tipico dell’opera ellroyana – che si muove in un intreccio dinamico e ricco di dettagli, date, descrizioni di ambienti e di relazione, di sesso e di tradimenti, di droga e di corruzione. Una zoomata perfetta sui principali eventi storici del periodo e sui luoghi dove la Storia ha fatto il suo corso: da Cuba a Washington, da New York a Dallas, nessuno si salva senza la persuasione e il doppiogioco. Si entra gradualmente nella storia, ma si sta con il fiato sospeso fino all’ultima pallottola e all’ultimo cazzotto elargiti.

Suggerito per: gli amici o parenti maschi con il pallino del noir a sfondo storico; gli amici e le amiche che subiscono il fascino dei grandi potenti del nostro tempo; quell’amico o parente di poche parole, molti fatti e tanto bisogno di eclissarsi quando il resto del mondo alza il volume.

patti smith new york di laura pezzino

4. A NEW YORK CON PATTI SMITH. LA SCIAMANA DEL CHELSEA HOTEL di Laura Pezzino, ed. Giulio Perrone, 2022

Non è un segreto per nessuno quanto io ami New York, che ci abbia vissuto per qualche mese e che ci torni regolarmente una volta all’anno. Là ci sono amicizie, radici psicologiche della mia identità, luoghi che amo e che mi rimettono in vita. La conosco come le mie tasche eppure non la conosco mai davvero del tutto. La sento solo mia come lo sente ogni persona che da lei si lascia incantare. New York ti parla e ti schiaffeggia, ma non ti lascia mai senza le risposte che cerchi. Laura Pezzino, giornalista culturale pazzesca e impeccabile, quest’anno mi ha fatto due regali: il primo è stato presentare il mio saggio nella nuova libreria Rizzoli in Galleria a Milano; il secondo è stato donarmi e farmi conoscere proprio questo suo lavoro intenso e ricco di emozioni.

Non lasciatevi trarre in inganno dalla centralità della figura di Patti Smith perché la narrazione parte dal sogno americano dell’autrice e ripercorre le tappe e l’evoluzione della vita dell’artista nei luoghi iconici della città. Tutto ciò con un parallelismo tra la scoperta di una nuova libertà di chi arriva in città dalla vecchia Europa e la parabola rivoluzionaria che una donna come Patti Smith ha disegnato per tutti noi.

Una guida della città che porta a scoprire scorci e curiosità che non troverete altrove.

Suggerito per: la sorella che è stufa della quotidianità; l’amica Millennial che ripensa al suo Erasmus con nostalgia; il collega musicista ormai disilluso dalla sua carriera artistica.

Nostra solitudine daria bignardi recensione

5. NOSTRA SOLITUDINE di Daria Bignardi, ed. Mondadori 2025

Nessuno come Daria Bignardi sembra capace di scrivere utilizzando la voce e non la penna.Ogni suo testo prende vita immaginandolo attraverso il suono del suo narrare, con quella voce sempre precisa e senza sbavature, con quell’incedere quieto e sicuro che il suono della sua voce conferisce al contenuto.

Ho letto molti dei titoli di Bignardi e spesso attraverso l’ascolto in audiolibro. Sono abituata alla sua voce e alla sua punteggiatura nella lettura, e anche in questo ultimo volume viene rispettato il ritmo e garantito il godimento.

In una sorta di diario-reportage, troviamo riflessioni di vita quotidiana che si intrecciano con esperienze di viaggi in luoghi di guerra e di pericolo, riflessioni sul suo rapporto con i social e la natura rassicurante del gruppo whatsapp delle donne della sua famiglia. Troviamo un rapporto critico e scanzonato con la categoria degli psicologi, ma non possiamo non notare quanto l’autrice usi l’ironia e il sarcasmo acuto proprio per tenere a bada la paura, l’angoscia e quel continuo bisogno di capire da dove arrivino i suoi traumi e in che modo la segnino nel presente.

Non si è soli finché si è circondati di relazioni, ma si è in solitudine quando non si sta bene da nessuna parte, quando gli altri sono ingombranti anche solo da pensare.

Una lettura che si rivela interessante, sarcastica sul piano degli aneddoti personali e a tratti anche molto potente sul piano dell’immedesimazione.

Suggerito per: la cugina, amica, collega fan da sempre di Daria Bignardi; la zia single o separata che ha bisogno di storie da condividere; l’amico/a o parente psicoterapeuta che non sai cosa legge fuori dalla letteratura professionale

james percival everett recensione

6. JAMES di Percival Everett, ed. La Nave di Teseo, 2025.

Un uomo che si rifiutava di possedere schiavi ma non aveva nulla in contrario al fatto che altri ne possedessero era pur sempre uno schiavista, a mio modo di vedere”.
Basterebbe questa citazione per convincere chiunque ad addentrarsi tra le pagine del vincitore del Premio Pulitzer 2025 e immaginare la linea narrativa che compensa ciò che il lettore non sa dei fatti accaduti a Jim, schiavo nero amico di Huckleberry Finn nel classico di Mark Twain.

Il protagonista si trova al centro delle vicende che fanno da sfondo al romanzo originale, ma è descritto da Everett come uno schiavo che ha fatto delle sue competenze linguistiche il più grande segreto da custodire, pena il biasimo e la persecuzione da parte dei padroni neri.

Il libro catapulta chi legge negli Stati Uniti di fine Ottocento mettendolo a parte non solo della questione razziale (che rimane la stessa fino ad oggi), ma anche del ribaltamento dei ruoli. Il potere e il dominio sull’Altro sono sì mantenuti dai bianchi latifondisti e malvagi, ma la conoscenza, la vera ricchezza dell’Uomo, è affare anche dei neri. In tutto il romanzo Jim finge di parlare scorrettamente, di essere ignorante e di “razza” inferiore al padrone per non minare il bisogno di gerarchia e di dissolutezza abusante che serpeggiava a quel tempo. Scopriamo invece quanto la sgrammatica parlata degli schiavi sia una scelta per non dare nell’occhio, una maschera di inferiorità da dover indossare per salvare la pelle.

Con il linguaggio e la capacità di dominarlo e ampliarlo, Jim diventa finalmente James, modificando – evito ogni spoiler – anche la relazione con Huck.

Scorre veloce e apparentemente leggero, ma ha un ottimo ritmo e sa di contemporaneità senza pretesa educativa.

Suggerito per: ogni amico o parente che abbia amato i romanzi dell’Ottocento, da Dickens a Bronte, ma con uno sguardo languido verso le terre del sud degli USA; alla sorella o collega che ha letto ogni singolo romanzo di formazione pubblicato negli ultimi due secoli; alla mamma o al papà che amano le storie crude, ma emotivamente coinvolgenti.

impenetrabile alix garrin recensione

7. IMPENETRABILE di Alix Garin, ed. Bao Publishing, 2025

Negli ultimi anni ho assistito a un aumento delle diagnosi di vaginismo e vulvodinia tra le mie giovani pazienti, donne che da tempo combattono con quella sensazione di stare male, ma di non sapere che nome dare a ciò che provano. La relazione di coppia e il rapporto con il corpo diventano quindi aree di fragilità e verso cui sentirsi insicure. Questo graphic novel dai colori decisi e dal tratto gentile ma netto ci offre la possibilità di conoscere un iter nemmeno troppo anomalo che la donna percorre dai primi sintomi fino alla definizione della diagnosi. Si passa attraverso le maglie del sistema sanitario, delle cure private, della ricerca dello specialista corretto, dell’apertura delle porte del proprio mondo interno e al contempo dell’esplorazione dell’interno del corpo in quanto soma, insieme di tessuti, nervi, pareti, mucose e organi che collaborano alla buona riuscita dell’appagamento fisico e della fisiologia di base.

L’autrice si mostra coraggiosa, stremata e caparbia allo stesso tempo, consegnando al lettore (senza differenza di genere) un lavoro che informa, racconta e pone domande sul mondo della coppia e dell’intimità da far invidia a molti dei terapeuti che oggi affollano gli scaffali delle librerie.

Una lettura che tocca le corde della libertà femminile, della solitudine del dolore non compreso e della vergogna di fronte all’accusa di lamentela e fragilità.

Suggerito per: una paziente o un gruppo di pazienti che ha ricevuto una diagnosi simile; l’amica a cui volete bene, ma che non vi permette di entrare nella sua coppia che non funziona; un marito o fidanzato o caro amico a cui vorreste mostrare quanto la coppia non sia solo pressione sociale e tradizioni da rispettare.

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