Ritrovare in un solo volume, per di più grafico, molte delle tematiche psicologiche e sociali che mi interessano e di cui mi occupo per lavoro non è impresa facile. Hartley Lin, con il suo tratto e la sua voce, è riuscito ad ambientare una storia contemporanea e realistica in una grande città senza cadere nei luoghi comuni della frenesia e della depersonalizzazione fini a loro stesse, scegliendo invece di evidenziare, attraverso le avventure professionali di Frances e della sua coinquilina Vickie, la libertà di movimento e di valutazione quando si tratta del proprio futuro.
Tra avanzamenti di carriera e licenziamenti, attacchi di panico e caffeina, sbronze notturne e pensieri ossessivi e intrusivi, il bianco e il nero delle tavole e il pieno e il vuoto dei personaggi disegnati restituiscono una visione del mondo del lavoro e della competitività senz’altro dura, ma in cui la differenza è rappresentata dalla capacità di desiderare e decidere per sé.
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