Nella mia carriera professionale fino a qui ho imparato una verità importantissima: mai sottovalutare le risorse di chi conduce una vita ai margini, siano essi economici, culturali, della legalità.
Quando sembra che la disperazione sia l’unico motore della sopravvivenza ecco che spunta un bisogno secondario, una tenacia inaspettata, un mandato generazionale potente. Rosa potrebbe essere una delle storie che ho incontrato: capace, previdente, esperta, con più cerotti che suture, resiliente, leale.
La vita si insinua e costruisce narrazioni più assurde delle sceneggiature dei film e questo è evidente che l’autore lo conosca in un modo profondo, catartico e coinvolgente.
Lasciatevi incantare da questo romanzo, da questa storia al femminile che implica un maschile inevitabile, complementare.
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