Capolavoro della letteratura nordamericana, vincitore del premio Pulitzer nel 1940, testo di riferimento di una generazione che la guerra l’ha vissuta e con cui ha continuato a fare i conti, soprattutto in termini di aridità economica, condizioni di vita, possibilità di riscatto sociale e identitario. Oltre all’incredibile attualità di cui questo testo si può continuare a fregiare per quel che riguarda popoli che migrano alla ricerca della felicità e prima ancora della salvezza, le pagine di Furore ritraggono una famiglia numerosa tenuta insieme da una madre straordinaria. La tenacia di Ma’ nel condurre tutti lungo la strada corretta, che sia la Route 66 o quella metaforica della vita che si snoda tra liti, lutti, sermoni religiosi e delusioni cocenti, è sorprendente e commuove anche il lettore più diffidente.
La coralità di questo romanzo nulla sarebbe se non vi fosse un collante a reggerne le fila, a sostenere le decisioni dei figli, a mascherare l’amore totale provato per alcuni rispetto ad altri, a non esitare quando si tratta di umanità e legami.
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