Negli Stati Uniti l’autrice di questo romanzo è stata accusata di cultural appropriation, quel processo attraverso cui i membri di una cultura dominante utilizzano espressioni, narrazioni, riferimenti propri di una minoranza, sminuendoli e riconducendoli quindi ad una caricatura razzista.
Le vicende narrate descrivono la vita e le relazioni di una famiglia messicana barbaramente uccisa dai cartelli della droga, i cui due superstiti, una madre disperata, ma caparbia e un ragazzino spaventato e incredibilmente puro di cuore fuggono verso gli Stati Uniti alla ricerca della salvezza.
Tra toccanti scene di umanità intercorsa con i compagni di viaggio e rappresentazioni quasi antropomorfe dei treni su cui si compie il viaggio, la Cummins riesce a catturare il lettore e coinvolgerlo nella storia, al di là della questione politica e razziale. Può anche bastare solo questo per farvi decidere di leggerlo, o di ascoltarlo su Storytel come ho fatto io.
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