Un capolavoro con il quale l’autrice ha vinto recentemente il Premio Campiello, distinguendosi per la sua scrittura brillante, e che narra la storia delle donne al servizio di Hitler nelle cucine del suo rifugio.
Non soltanto un romanzo storico quanto un doppio legame schizofrenico tra la consapevolezza dell’atrocità inferta dall’uomo e la perseveranza nel mantenere una spinta individuale autoconservativa.
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