Perché mandare i bambini ai centri estivi?

I vantaggi di questa scelta

Le scuole sono finite, i banchi lasciati vuoti, i diari già pronti per essere riposti sulla mensola del materiale dell’anno trascorso ed essere riaperti solo tra qualche settimana per controllare gli esercizi delle vacanze.

I più grandi potrebbero essere alle prese con l’esame di terza media o con la maturità, ma, in generale, il clima estivo ha già contagiato la maggior parte degli studenti, spalancando le porte alla possibilità di dormire un po’ di più al mattino e concedersi qualche strappo alla regola la sera.

Per molti genitori inizia così la fase più complessa: la fine delle lezioni e l’attesa delle vacanze in famiglia. Un periodo spesso difficile dal punto di vista organizzativo, fatto di nuovi ritmi da costruire e di incastri da reinventare.

Chi ne ha la possibilità affida i figli ai nonni per qualche giorno di villeggiatura, in attesa delle ferie, oppure programma sin da subito brevi fughe al mare o in montagna.
In altri casi – per scelta, necessità o come esperienza educativa – le prime settimane di giugno diventano l’occasione ideale per iscrivere i bambini ai numerosi centri estivi presenti nella maggior parte delle città italiane.

Navigando sul web si trovano moltissime proposte: dagli oratori ai centri comunali, dai campus sportivi ai camp ricreativi organizzati da associazioni che lavorano con bambini e adolescenti. Milano, in questo senso, offre una grande varietà di iniziative, ma lo stesso vale per molti altri comuni, anche di dimensioni più ridotte.

La ricchezza dei programmi farebbe invidia a qualsiasi agenzia turistica: sport, gite culturali, visite a musei, parchi zoologici e acquatici, attività artistiche e musicali, espressione corporea, incontri con altri gruppi…

Negli ultimi anni sempre più famiglie scelgono questa opportunità e le motivazioni non sono più legate soltanto alla necessità di collocare il bambino in un luogo sicuro mentre i genitori lavorano. I vantaggi educativi e psicologici sono infatti numerosi.

I principali vantaggi dei centri estivi

  1. Conoscere nuove persone e stringere amicizie
  2. Sperimentare attività diverse da quelle abituali
  3. Praticare nuovi sport
  4. Uscire dalla logica della valutazione scolastica
  5. Seguire i propri ritmi, non quelli del programma didattico
  6. Mettere in gioco abilità cognitive ed emotive spesso inesplorate
  7. Vivere il tempo in famiglia in modalità “compiti-free”

È importante ricordare che non tutti i bambini affrontano con entusiasmo un’esperienza così diversa da quella scandita da libri e campanelle, soprattutto se si tratta della prima volta. Spesso però è sufficiente sapere che ci sarà qualche amico già conosciuto o ricevere rassicurazioni dai genitori: il timore iniziale tende a ridursi rapidamente.

Questa preoccupazione, in realtà, riguarda anche i genitori, chiamati a ristrutturare routine consolidate e a gestire nuove dinamiche relazionali con i propri figli. Anche in questo caso vale la stessa regola: concedersi tempo, osservare le emozioni dei bambini, verificare che si sentano a loro agio e fare un passo indietro, lasciando spazio alla fiducia.

E se…?

E se mio figlio non fa amicizia?
Potrebbe volerci un po’ di tempo, soprattutto per i bambini più riservati. In un contesto fatto di gioco, collaborazione e condivisione, però, è molto probabile che trovi presto un compagno con cui stare bene.

E se le attività sono troppo pericolose?
Le famiglie vengono informate sin dall’iscrizione sulle attività previste. Lo scopo dei centri estivi è far stare bene i bambini in sicurezza. Un ginocchio sbucciato o un pantalone sporco d’erba fanno parte dell’esperienza di gioco.

E se educatori e animatori sono inesperti?
Il rapporto costruito durante l’anno scolastico con gli insegnanti non può essere replicato in poche settimane. Può essere utile, per questo breve periodo, rinunciare al bisogno di controllo quotidiano e vivere l’esperienza con maggiore leggerezza: niente valutazioni, niente compiti, niente competizione. Solo attenzione allo stato emotivo dei bambini.

E se qualche bambino infastidisce mio figlio?
Il timore è legittimo, ma l’unico vero strumento a disposizione dei genitori è l’osservazione: dell’umore, del comportamento, del benessere generale del bambino. Lavorare sulla fiducia e sull’autostima è molto più efficace che allertare continuamente su possibili pericoli.

E se impara cattive abitudini?
È un rischio possibile. Le famiglie hanno stili educativi diversi. Se emergono comportamenti che non condividete, spiegatene il motivo, mantenendo però una certa flessibilità: proibire tutto fin dal primo giorno rende l’esperienza faticosa per tutti.

In generale, ogni volta che un bambino entra in un contesto nuovo vive una riorganizzazione delle proprie abitudini e sicurezze quotidiane.
E voi con loro.

Restate vicini ai vostri figli e aiutateli a cogliere le opportunità che questa esperienza può offrire, nell’attesa delle vacanze o del resto dell’estate da trascorrere insieme.