Ci sono situazioni, nella vita di ognuno di noi, che mettono a dura prova, stressano le nostre fibre, sfidano la nostra resilienza.
Ci sono momenti dolorosi che viviamo con una tale intensità da modificare quasi totalmente il nostro funzionamento relazionale, personale ed emotivo un pezzettino alla volta, giorno dopo giorno.
Non sappiamo se le vicende familiari del protagonista Sam siano state segnate da traumi, feroci liti o comuni divergenze di vedute, ma l’effetto che hanno sulla sua attuale quotidianità è drammaticamente tangibile già dalle prime pagine di “Giardino d’inverno”, volume uscito nella collana Prospero’s Book Extra di Tunuè, frutto della sceneggiatura di Renaud Dillies e dei disegni e colori di Grazia La Padula.
Sfogliando l’opera, ancor prima di leggerne i dialoghi ed entrare nei significati che gli autori hanno voluto attribuire alle azioni dei personaggi, si ha la sensazione di freddo umido, basse temperature che entrano nelle ossa, aria viziata e una claustrofobica incombenza dell’architettura di una città grigia, impersonale, in cui è facile essere uno tra tanti e scomparire.
Il nostro giovane antieroe lavora come barman in un locale jazz che trasuda nostalgia, dimensione intima, melodie che potrebbero fare da dolce sottofondo alla sua vita se non decidesse di sfuggirvi in favore di una routine che si svolge in uno squallido appartamento di un palazzo fatiscente.
Sam ci appare triste, sofferente, fisicamente schiacciato dalla vita e dalla sua ineluttabilità. È schivo e dimesso, rifugge dai sogni avanzando scuse persino con se stesso.
Vive una relazione con la ballerina Lili, ma sente di non comprenderla, fatica a sintonizzarsi sulla sua costanza e dedizione nei confronti una passione che richiede cura e impegno. Non è certo di amarla perché non ha fiducia in se stesso e il rapporto con lei, seppur illustrato sempre in tavole colorate, fatica a dare l’idea di calore, presenza, affetto.
Pare più un bastarsi, un cercarsi nella misura in cui non ci si debba chiedere di più perché sarebbe difficile concedersi il permesso di farlo.
Tavola dopo tavola conosciamo un ragazzo appiattito nelle sue capacità personali, sfiduciato, dal tono depresso, ma psicologicamente vulnerabile e pronto allo scontro se provocato. Una sorta di personalità repressa che ha in sé le coordinate affettive sufficienti per emergere dal disagio, ma che preferisce una difesa evitante per non farsi del male e sprofondare ulteriormente nell’oscurità della vita che conduce.
L’incontro con una goccia d’acqua nella tazzina di caffè proveniente da un’infiltrazione dall’appartamento al piano di sopra ha però il potere di riattivare, nel suo animo profondo e tormentato, quel lato buono di sé che non riesce ad essere indifferente alla sofferenza altrui, al bisogno di relazione e di quel meccanismo così potente rappresentato dall’empatia.
Attraverso la conoscenza dell’anziano vicino di casa, bizzarro, sornione, fuori dal tempo, quasi un personaggio magico delle fiabe che mette nella condizione di riflettere senza mai spiegare, Sam si concede di lasciarsi contagiare, di non ignorare segnali, sogni e tormenti interiori.
Il rumore incisivo e martellante prodotto dalla goccia d’acqua, così diversa dalle migliaia assorbite nei quotidiani e monotoni andirivieni tra casa e lavoro, lo obbliga a fare i conti con i disagi del passato e gli scogli che lo hanno bloccato e chiuso dietro una porta anonima in una vita altrettanto insignificante. La gradualità costante con cui la tazzina prima e il secchio poi si riempiono di acqua corrispondono al suo cambiar rotta, al riaffiorare dei legami per i quali vale la pena essere migliori e sui quali investire, accettando il rischio di lasciarsi coinvolgere ed emozionare.
La sorpresa nascosta al di là delle crepe, del buio, della povertà e del degrado non solo materiali, ma simbolicamente riferiti anche al suo atteggiamento commuove, regala luce ed entusiasmo, riaccende la speranza nell’amore e nelle relazioni umane.
“Giardino d’inverno” ha la capacità, per me potentissima, di non stravolgere il contesto per parlare di cambiamento: riesce, secondo una modalità che acquista forza e definizione di pagina in pagina, a trasformare in romantico e degno di attenzione ciò che già costituisce la nostra quotidianità, rendendolo infine meravigliosamente desiderabile.
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