Il potere dei graphic novel: 5 titoli per lasciarti emozionare

In anni e anni (e anni e anni e anni…) di studio mi è capitato di frequentare con piacere e assiduità librerie e biblioteche per selezionare romanzi, saggi o manuali psicologici, ma mai di concepire come possibile scelta letteraria qualsiasi volume proveniente dalla sezione “fumetti”.

Eccezion fatta per il Corriere dei Piccoli e Topolino che divoravo quando ero una bambina, mi sono sempre tenuta distante da tutto quel mondo fatto di occhioni scintillanti e balloon descrittivi che può anche richiedere di saper leggere un testo al contrario!

Negli ultimi tempi però, complice probabilmente il processo di inglesizzazione di molti termini italiani e la mania (forse molto milanese, chissà!) di cavalcare sempre nuove tendenze per contare davvero qualcosa, tra i settori delle librerie cittadine mi sono spesso imbattuta nel reparto “graphic novel”.

Curiosissima e invogliata dalle recensioni positive del web e di Youtube ho ceduto alla tentazione di questo mondo, scoprendone la meraviglia e il potenziale anche a livello clinico.

Ma andiamo per gradi.

Innanzitutto con il termine graphic novel, o romanzo grafico, si intende un genere narrativo del fumetto che presenta le caratteristiche proprie del romanzo in quanto a struttura narrativa e autoconclusività, dove il protagonista affronta una situazione critica che lo obbliga a una sorta di evoluzione e cambiamento.

Si tratta di una modalità differente di entrare in contatto con gli aspetti ortodossi della narrazione, scegliendo una punteggiatura espressiva che mette in risalto il potere evocativo delle immagini e la condivisione con il lettore del punto di vista dell’autore, non attraverso un esplicito autoriferimento o una narrazione onnisciente, bensì con l’ausilio delle proprie lenti visive.

Si crea una sorta di percezione condivisa tra chi disegna e chi legge, al lettore non viene chiesto di rappresentare un mondo che sta solo nelle parole, ma di lasciarsi impressionare da ciò che una forma già ce l’ha. Accade qualcosa di diverso dall’arricchimento che le grandi opere letterarie, ma anche quelle mediocri senza dubbio, sono solite veicolare: si entra nel mondo di chi ha disegnato per cogliere l’effetto che ha su di noi a partire da un segno grafico e non lessicale. L’esito di questo processo non è né migliore, né peggiore della classica lettura dei romanzi che riempiono le nostre librerie, semplicemente è vincolato ad un approccio piuttosto lontano dagli standard comuni, che siamo soliti collegare in via esclusiva al mondo dell’infanzia o della letteratura per ragazzi.

Da quando ho scoperto il piacere di immergermi in questo tipo di arte e di comunicazione cerco di non farmi mai mancare un graphic novel sullo scaffale dei miei to be read.

Se dovessi elencare le ragioni per cui vale la pena addentrarsi in questo mondo opterei senz’altro per:

– l’elemento novità: se anche voi come me non siete mai stati degli appassionati di fumetti e avete sempre prediletto i volumi ricchi di vocaboli e meravigliose costruzioni sintattiche troverete nei graphic novel un piacevole strumento per conoscere un mondo nuovo, spiazzante per certi versi, asciutto forse per altri, ma indubbiamente al passo con i tempi;

– il potere delle immagini: non mi riferisco solo al tratto o alla scelta di utilizzare i colori o meno, ma l’effetto globale che la vista di una narrazione grafica ha sul lettore. Con uno stimolo rappresentato e non solo descritto, è più immediato esprimere il nostro grado di apprezzamento e sentirci parte della storia. Se poi ci concediamo di andare al di là del primo impatto possiamo anche cogliere significati più profondi nascosti tra le tavole;

– la sospensione del razionale a tutti i costi: la bellezza dei romanzi grafici è anche quella di consentirci di allenare la parte più artistica ed espressiva del nostro emisfero cerebrale, che entra in contatto con il volume e prende il sopravvento sugli aspetti più lineari della nostra personalità. Nei graphic novel il patto narrativo tra autore e lettore è a tutti gli effetti mantenuto, ma non è raro chiedersi cosa stia davvero accadendo ai personaggi e lasciarsi distrarre dal colore o dai dettagli di una pagina;

– il processo di immedesimazione: se tutti gli elementi di diversità con il romanzo classico hanno avuto l’effetto di scoraggiare chi fin qui è arrivato, sarà importante sottolineare come il meccanismo proiettivo alla base di ogni storia, da quella di formazione per bambini a quella più di intrattenimento per i grandi, è mantenuto e assicurato anche nei graphic novel. Colori, forme e cifre stilistiche degli autori, per quanto peculiari di questa forma d’arte, concorrono a produrre nel lettore gli effetti che egli cerca in un romanzo: intrattenimento, coinvolgimento nella storia, proiezione dei propri vissuti sugli eventi e i personaggi, stimolazione emotiva. Semplicemente si giunge al risultato attraverso una nuova via.

Non tutte le mie letture in questo campo sono state piacevoli e stimolanti.

Ho pensato quindi di consigliarne cinque che a vario titolo meritano di essere lette (o almeno sfogliate in libreria!).

 

1. STORIE DI UN’ATTESA, di Sergio Algozzino, Tunuè 2016

In assoluto la mia preferita, basa la sua struttura sulla narrazione di tre vicende che in comune hanno la centralità del tema dell’attesa.

Un principe palermitano che prepara il suo viaggio in Terrasanta, due giocatori di scacchi per corrispondenza, un adolescente che attende per ore la ragazza con cui ha un appuntamento.

Colori delicati, tavole ad acquerelli, perfetto per chi sta mettendo in dubbio le certezze scientifiche della propria esistenza e vuole lasciarsi stupire.

 

2. IL SUONO DEL MONDO A MEMORIA, di Giacomo Bevilacqua, Bao Publishing 2016

Come non rimanere incollati alle tavole che rappresentano Manhattan nella sua veste migliore? Non si tratta della solita celebrazione di una storia di emigrazione temporanea per inseguire il sogno americano e fuggire dalla routine, quanto invece di dolore, sofferenza, timori.

Il protagonista del romanzo, con cui ognuno di noi potrebbe immedesimarsi almeno per un attimo, raccoglie una sfida insolita e riserva sorprese, strizzando l’occhio a chi si concede di uscire dagli schemi.

 

3. DIMENTICA IL MIO NOME, di ZeroCalcare, Bao Publishing 2014

Attraverso l’ironia e la rappresentazione di un mondo interno che non lascia scampo in quanto a rimuginio e autocritica, l’autore costruisce una narrazione generazionale della sua famiglia, al confine tra fantasia e realtà.

Per chi vuole sorridere con delicatezza e sentirsi meno solo ad affrontare il senso di colpa a fine giornata.

 

4. IL BLU È UN COLORE CALDO, di Julie Maroh, Rizzoli Lizard 2013

Delicato e diretto allo stesso tempo, il volume affronta i temi dell’omosessualità, il pregiudizio e l’isolamento familiare e sociale. Le due protagoniste, una liceale e una studentessa universitaria, si trovano a fare i conti con l’accettazione di sé, la libertà di espressione e la malattia, mettendo il lettore davanti al finale triste già dalle prime pagine.

Consigliato a tutti, solo se disposti a misurare le proprie emozioni in base all’intensità del blu dell’autrice.

 

5. LA VITA CON MR. DANGEROUS, di Paul Hornschemeier, Tunuè 2016

Una vita assolutamente normale, fatta di lavoro, cartone animato preferito in loop durante il tempo libero, pranzi con la mamma, un amico al telefono. Questa è la protagonista del romanzo, disegnato e colorato con toni energici, vivaci e brillanti a contrastare il mondo grigio e triste descritto.

Uno sguardo sulle dinamiche di chi oggi non si sente integrato a livello sociale, procede inerte su quel confine depressivo che lo separa dal cambiamento e vive in una dimensione stagnante e carica di frustrazione e paura.

Per tutti coloro che non riescono a comprendere amici, parenti e colleghi che faticano a cogliere le occasioni.

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